L’ufficio di merda – ultimo episodio
“Sarei felice se non fossi in un ufficio di merda”, questo è il mantra che recito quando torno a casa dopo una giornata trascorsa nell’ufficio tossico dove lavoro.
Perché il problema è, certo, il padrone, il sistema, ma non solo, spesso il problema è semplicemente chi ti siede accanto alla scrivania: colleghi e colleghe che pensano che la felicità sia reale solo se tu sei più infelice di loro.
Di quella sorta di fattoria degli animali che è l’ufficio di merda, racconterò puntata dopo puntata la specie dei “Piegati”, impiegati cioè che hanno scelto di non alzare mai la testa e proprio per questo vengono premiati.
La Testa-di, la Capa, lo Zelante e tanti altri, soggetti archetipici che potrebbero a uno sguardo distratto apparire come caricature ma che caricature in realtà non sono, perché non c’è nulla di accentuato nel loro ritratto; ne descriverò le gesta, le situazioni, in una sorta di – per dirla in maniera un po’ altisonante – “Fenomenologia dell’ufficio di merda”.